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ancora sul giovanilismo

Pensavo ancora all'inconsistenza di certo giovanilismo, alla mania sbandierata del nuovo e della rottamazione che maschera invece  la nullità di proposta e passione e partecipazione politica e civile e l'assenza di una "questione morale" (coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti almeno a livello macroscopico...fuori centro qui parlare di antipolitica, a fronte oltretutto di una crisi così grave). E di fronte all'assenza di un riferimento politico e morale che è il dramma di oggi, mi viene da pensare che giovane è chi ha ancora fresco di passione il cuore, chi non si è adattato al cinismo del presente, chi non ha perso lo sguardo lungo sul futuro, chi come diceva Berlinguer è rimasto "fedele agli ideali della sua gioventù".

Veramente giovane è ad es. Pietro Ingrao che  il 30 marzo  ha compiuto 97 anni e che scrive nella homepage del nuovo sito internet che la figlia Chiara ha curato con evidente passione: «Cara lettrice, caro lettore, internet non è un mezzo consueto, per chi è nato nel 1915; ma è il mezzo di comunicazione del presente, e ho pensato di usarlo. Sono un figlio dell’ultimo secolo dello scorso millennio: quel Novecento che ha prodotto gli orrori della bomba atomica e dello sterminio di massa, ma anche le speranze e le lotte di liberazione di milioni di esseri umani. Scriveva Bertolt Brecht:

“Nelle città venni al tempo del disordine,

quando la fame regnava.

Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,

e mi ribellai insieme a loro.”

Il mondo è cambiato, ma il tempo delle rivolte non è sopito: rinasce ogni giorno sotto nuove forme. Decidi tu quanto lasciarti interrogare dalle rivolte e dalle passioni del mio tempo, quanto vorrai accantonare, quanto portare con te nel futuro».

Essere giovani, così come essere donne, non è un fatto anagrafico, è una questione di contenuti! Come spiegarlo ai nostri moderni rampanti  "costruttori di soffitte" privi di passione,di valori, di spirito di solidarietà, di senso comunitario, di senso degli altri e del futuro, fino a ignorare le regole della democrazia e perfino della buona creanza? E tuttavia "il tempo delle rivolte non è sopito".....

Pubblicato il 24/4/2012 alle 16.45 nella rubrica diario.

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