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10 marzo 2013
il lavoro, questo sconosciuto

Stavolta mi è piaciuta la Camusso che risponde con equilibrio e intelligenza alla  Annunziata. Il voto al M5S ha colto una critica alla politica, ma non è centrato sulle condizioni concrete della gente, sul problema  fondamentale del lavoro. Ed è arbitrario estendere la critica ai partiti al sindacato, che è lo strumento che i lavoratori si scelgono (e si autofinanziano).

Forse i cinque stelle non sanno cos'è il lavoro?....

 


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10 marzo 2013
se...

Molti continuano a ripetere (in modo infingardo) che “se avesse vinto le primarie Renzi invece di Bersani, il risultato elettorale sarebbe stato diverso”. Si lo penso anch’io, ma diverso nel senso che in quel caso (ricordo la posizione di Renzi su pensioni, IMU, art. 18) il PD non avrebbe preso nemmeno la maggioranza alla Camera (come ha preso adesso), perché avrebbe perso anche quei voti di sinistra che ritenevano “voto utile” il voto al PD, i voti cioè di tanti che hanno ritenuto di non poter fare nulla senza il PD, mentre i voti di destra sarebbero comunque andati ai partiti di destra, nessuno si illuda.  Sia chiaro,  la sinistra in Italia è forte, e sarebbe vincente se non fosse così divisa…

 

 

 

Ascolto ieri  Renzi a “che tempo che fa” e sento tra le altre cose  che vorrebbe rottamare anche “la vecchietta che da 20 anni cucina alle feste dell’Unità”  che secondo Floris è una specie ormai scomparsa, estinta (mentre a quanto pare non è estinto l’anticomunismo di "lorsignori"-come li chiamava Fortebraccio..-  che certo non cucinerebbero mai per tutti, ci mancherebbe altro, e che si sentono ironicamente superiori all’umile e fedele  militanza di tanti ).

Ignari di quanta passione e donazione ha costruito un grande partito di massa, che più volte ha salvato il nostro paese, propongono invece un “nuovo che avanza” privo tra l'altro  di carne e sangue, come di plastica, e in definitiva terribilmente noioso. E infatti a metà intervista mi addormento di un sonno profondo, pieno di  “bei sogni” come direbbe Gramellini, pieno -di contro-della bellezza dei nostri sogni.

 

 

 

 


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7 febbraio 2010
modernità
 

Mi dicono che proprio non siamo moderni…ad es.la Polverini dice che lei è giovane e moderna, mentre la Bonino, lei dice, è di un’altra stagione...(una stagione in cui la cultura era un valore, però, una stagione in cui i valori erano rispettati)..sarebbe inoltre moderno Craxi e non Berlinguer, sarebbe moderno Berlusconi e non quei c…noiosi della sinistra…ecc...e mi chiedo allora cosa sia questa decantata “modernità” a cui proprio non ci riesce di adattarci…oddio che sia proprio questa la “moderna barbarie” di cui parlava tanti anni fa Enrico Berlinguer? Quella barbarie che, lui prevedeva, avrebbe dilagato in caso di fallimento della “seconda rivoluzione democratica” (et voilà infatti…)?

E a proposito, nella fiction che ho visto in TV su S. Agostino, dove la modernità del tempo era la decadenza dell’Impero romano, così simile per tanti aspetti alla nostra contemporaneità, chi sono per noi oggi invece i “barbari”? (quelli che assaltano l’impero ma- nella fiction- salvano “i suoi libri”? oppure… quale differenza tra questi “barbari” e i rappresentanti dell’Impero, che differenza anche oggi rispetto ai roghi di libri dei nazisti, dei golpisti cileni ecc, ma anche rispetto agli attuali attacchi alla scuola e l’Università, alla ricerca e ai lavoratori della conoscenza, all’informazione, allo spettacolo….). Dunque sarebbe modernità anche cancellare la ricerca la cultura e la formazione, ridurre gli insegnanti, dire che il cinema è morto, chiudere i teatri ecc.?

Ma sarà ora di mostrare una differente modernità?


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10 giugno 2009
L' Europa e il futuro
 

 

Si è detto molto a proposito dell’esito delle europee, della tenuta in Italia del PD e dell’arginamento della destra. E questo certo era per noi  l’essenziale..ma c’è dell’altro, che emerge dai risultati del voto in Europa, e dall’arretramento in tutti i paesi europei dei socialisti.
La novità del PD italiano non è solo un argine alla destra nostrana, alla sua arroganza cialtrona. E’ anche un’ipotesi che- a partire dall’Italia- (forse proprio perché “ terra di partigiani”che ha sempre dovuto difendere la sua dignità democratica?)- può opporsi al ritorno della destra in Europa, perche’ può rinnovare le stanche democrazie nazionali del nostro continente.

Infatti la "spinta propulsiva" (viene da lontano...) che ha fatto nascere e crescere il partito democratico –l’ipotesi di raccogliere e rimescolare le culture ed i valori fondanti delle ideologie del 900, libertà ed uguaglianza, libertà e giustizia sociale, per dar vita ad una formazione nuova che affronti i problemi della modernità- si rivela anche l’unica capace di dare un futuro all’ Europa che invece ora arretra, prigioniera dei suoi vecchi schemi (mentre  invece avrebbe un ruolo essenziale da giocare nella crisi del mondo globalizzato!) . Quella che tutti gli avversari ci contestavano come una debolezza-le diverse anime, la lentezza del loro amalgamarsi, il problema della collocazione nel partito socialista europeo ecc.- si rivela-al solito- una forza ed una potenzialità: dar vita a un partito democratico europeo, ad una forza innovativa e diversa in grado di affrontare le sfide del futuro, dare un respiro internazionale al progetto del PD.
La apparente debolezza, i tempi lunghi, di cui non ci nascondiamo la difficoltà, sono tuttavia una forza....ora si è visto, e si vedrà ancora.


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permalink | inviato da maribarb il 10/6/2009 alle 0:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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