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14 marzo 2013
fine del mondo o fine di un mondo (ingiusto)

14-3-2013

 

Dalle biblioteche/ escono i massacratori/stringendo a sé i figli/stanno le madri, e guardano impaurite/nel cielo le scoperte dei sapienti” cantava Brecht e torna in mente ancora (e spesso anche nel vedere  la ricerca umiliata anche da noi, e piegata a scopi che non sono quelli di chi la fa, in perfetta osservanza alle leggi dell’alienazione del lavoro, leggi queste sì ferree, molto più della  “cortina di ferro”). Mi tornavano  in mente quei versi ieri sera, mentre ero bloccata a viale Giulio Cesare (dove ero dovuta andare per necessità)  in un caos improvviso del traffico vicino a S.Pietro sotto la pioggia (ed ero  molto in difficoltà, con una gamba dolorante appoggiata spasmodicamente alla stampella) mi tornavano in mente quei versi alle sirene dei vigili con una vaga inquietudine,  finchè non sono venuta a sapere dai passanti che non si trattava di un temuto evento drammatico, ma anzi della fumata bianca appena uscita. Mentre cercavo di resistere in piedi sotto la pioggia in attesa di un improbabile autobus (abbiamo una amministrazione capitolina che blocca tutto anche per molto meno del Papa, anche per maltempo, ecc…) dei ragazzi mi urlavano passando di corsa “il Papa è nero!” (sic, e  nessuno sapeva ancora chi fosse).

Naturalmente in seguito  quell’urlo mi è tornato sinistramente in mente assieme con gli inquietanti, insopportabilmente angosciosi interrogativi che mi ponevano le  ipotesi -vere o no- che circolano  sul web  sulla complicità personale del nuovo Papa con  Videla. 

E tuttavia  (contrariamente a questo, oppure  nonostante questo)  sembra con questa elezione  come  farsi finalmente strada ufficialmente l’idea che il cambiamento (e con esso il ritorno alla “Chiesa delle origini”, liberata da ogni complicità o compromissione con il potere, restituita  alla sua originaria e autentica missione di portare  “ai prigionieri la liberazione” e di “innalzare i poveri”) il cambiamento oggi non viene più dall’Est (il Papa “venuto da un paese lontano”, Woityla)  ma bensì viene proprio dall’ Occidente (il Papa venuto dalla “fine del mondo”dal sudamerica. E quante volte abbiamo detto che la "fine del mondo" la "fine della storia" altro non è che un'espressione del capitalismo che eternizza sè stesso, che si pone come l'unico mondo possibile, e odia la dialettica che è "critica e rivoluzionaria per eccellenza" ecc.). Nel senso allora che l”’impero del male” non si esprime tanto e non imperversa tanto solo nei cantieri navali di Danzica, nelle “vite degli altri” (vite che comunque  erano garantite minimamente di lavoro e casa e assistenza e istruzione pubblica),  ma anzi si esprime ormai -dando  il peggio di se'- nelle discariche e  nella miseria e l’abbandono del Terzo Mondo, nonché nei vari garage Olimpo, negli stadi e le miniere abbandonate del Cile, nelle prigioni, i colpi di stato, le torture e gli assassini di massa, gli aerei della morte, i bambini rubati ai genitori desaparecidos, nelle guerre e i bombardamenti e la disperazione prodotti dallo sfruttamento e dall’avidità della nostra cosiddetta “civiltà”, nella disuguaglianza, nei diritti calpestati, nella fame e gli abusi e le violazioni della dignità umana…nel senso allora che la vera cortina di ferro, il muro che deve cadere non era tanto (o solo) a Berlino, ma soprattutto è là, dove più evidenti sono gli effetti e la ferocia dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Là dove non a caso  i popoli sono, come molti di noi pensano da tempo, la primavera del mondo. Il cambiamento dunque non si limita alla dissoluzione della divisione del mondo in due blocchi e allo strapotere di un blocco solo, ma bensì  si attua nel superamento di entrambi, e una nuova era può iniziare solo se al posto della “guerra fredda”, che limitava le nefandezze delle due potenze solo a causa della presenza minacciosa dell’altro impero, solo se al posto della guerra fredda si giunge alla pace, quindi solo se anche l’altro impero crolla.. .

Forse…forse solo in questa ottica comprendo la frase di Bergoglio -che sembra quasi rispondere ai miei angosciosi dubbi- “colui che isola la propria coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce la allegria dello Spirito Santo che sostiene la speranza”

Se davvero si tratta di questo, se davvero la rinuncia di Benedetto 16  doveva aprire  la strada a questo, se davvero alla fine (e alla fine, solo dopo l’assassinio dell’arcivescovo Romero che pure aveva chiesto invano aiuto a Roma) Woityla aveva intuito questo, allora forse è davvero  vicina una speranza di giustizia per il mondo.

Speranza di giustizia come con Violeta Parra

http://www.youtube.com/watch?v=blg-HT05B3s  

e con Neruda  

"Sorgi a nascere con me, fratello/Dammi la mano dalle profonde regioni del tuo sepolto dolore.."

o con  un poeta vietnamita di cui non ricordo il nome

"Ascoltiamo: sul cumulo di rovine del Colosseo/Spartaco è ritornato nel vento: in piedi, i dannati della terra!") 




permalink | inviato da maribarb il 14/3/2013 alle 18:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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